/
     
 
             
       

FORUM CONCORSO FOTOGRAFICO RECENSIONI ARTICOLI NEWS PORTFOLIO GALLERIE AUTORE LICENZE DI UTILIZZO PHOTOJOURNAL LINK

Sigma 18-250mm vs Tamron 18-270mm


Contribuendo con una piccola offerta volontaria mi aiuterete a mantenere questa pagina sempre e costantemente aggiornata. Ho deciso di non inserire alcun tipo di pubblicità sul sito AlvaroPhoto perché ritengo ne comprometta l'immagine e lo rallenti notevolmente. Le uniche mie entrate provengono quindi dalla vendita di foto e dai contributi volontari. Offrendo una piccola offerta contribuirete anche a supportare lo sviluppo del sito e il mantenimento del server. Grazie! :) Maggiori info: info@alvarophoto.com

Il pagamento con carta di credito via PayPal è uno dei metodi più veloci e sicuri utilizzati per le transazioni online. Per maggiori informazioni sulla sicurezza clicca il seguente link: https://www.paypal.com/it/webapps/mpp/paypal-safety-and-security.

 OFFRI IL TUO CONTRIBUTO!
 
         





SPECIFICHE TECNICHE: Sigma 18-250mm a confronto con Tamron 18-270mm



Sigma 18-250mm f/3.5-6.3 DC Macro OS HSM Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 Di II VC PZD
Lunghezza focale 18-250 mm 18-270 mm
Lunghezza focale su (APS-C) 28,8-400 mm 28,8-432 mm
Massimo ingrandimento 0.34x 0.29x
Distanza minima di messa a fuoco 0,35 metri 0,45 metri
Angolo di campo 74º - 6º 77.4 - 6.1°
Apertura massima f/3.5-6.3 f/3.5-6.3
Apertura minima f/22 f/22-40
Costruzione ottica 16 elementi / 13 gruppi 16 elementi / 13 gruppi
Numero di lamelle del diaframma 7 lamelle 7 lamelle
Motore AF Si (non ad anello) Si (non ad anello)
AF interno Si Si
Stabilizzazione Si (4 stop) Rilevmento automatico del panning Si (3/4 stop) no panning
Full-time manual focus No No
Diametro filtri 62 mm 62 mm
Tropicalizzazione No No
Formato APS-C APS-C
Peso 470 g 450 g
Dimensioni lunghezza 88.6 x diametro 73.5 Lunghezza 88 x diametro 74.4
Prezzo 550 € 500 €
Anno 2012 2010

L'obiettivo 18-250mm f/3.5-6.3 DC Macro OS HSM è il più recente superzoom progettato da Sigma, è stato annunciato nel mese di giugno 2012. Il Sigma 18-250mm offre due principali novità rispetto al suo predecessore: la capacità Macro e una significativa riduzione delle dimensioni e del peso. Quest'ultima grazie all'utilizzo di un materiale speciale chiamato TSC (Thermally Stable Composite) che lo rende quasi identico, per dimensioni e peso, al suo principale concorrente, il Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 di II VC PZD.

Come Tamron, Sigma nel suo obiettivo ha incluso lo stabilizzatore d'immagine che permette di ottenere scatti fermi con tempi di posa di quattro stop più lenti. Il nuovo 18-250mm f/3.5-6.3 DC Macro OS HSM è dotato inoltre di un motore ad ultrasuoni del tipo ''Hypersonic Motor" molto simile a quello del Tamron 18-270mm, entrambi però non sono motori del tipo ad anello.

Nonostante l'ottima
capacità di messa a fuoco ravvicinata, la progettazione ottica del Sigma 18-250mm è in realtà un po' più semplice rispetto a quella del suo predecessore, utilizza un solo elemento in vetro SLD (Super-Low Dispersion) anziché quattro. Nella costruzione ottica, costituita da
16 elementi in 13 gruppi, sono presenti inoltre tre elementi asferici. Il Sigma 18-250mm offre una buona estensione focale, circa 28-400mm su APS-C, viene battuto solo dal Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 di II VC PZD e dal nuovissimo obiettivo Nikon AF-S DX Nikkor 18-300mm f/3.5-5.6G ED VR. Il Sigma 18-250mm sarà disponibile in versione per Sigma, Nikon, Canon, Sony e Pentax, anche se su queste due ultime versioni non sarà disponibile lo stabilizzatore ottico, perchè già incorporato all'interno della fotocamera stessa.


Design:

Il Sigma 18-250mm ha una progettazione e una costruzione moderna che lo rendono un obiettivo leggero ma allo stesso tempo solido, anche se il materiale è costituito da plastica. Due grandi interruttori di controllo sono posizionati sul lato dell'obiettivo e corrispondono all'autofocus e alla stabilizzazione d'immagine, mentre un interrutore più piccolo permette di bloccare lo zoom nella posizione di 18mm. Tutti e tre gli interruttori sono ben posizionati per garantire un funzionamento ottimale mediante il pollice sinistro.

Il Sigma 18-250mm f/3.5-6.3 Macro e il Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 di II VC PZD messi uno vicino all'altro presentano le stesse dimensioni, quando retratti alla focale 18mm. Anche il layout di controllo è molto simile, gli interruttori laterali che controllano autofocus e stabilizzatore sono posizionati nello stesso punto, mentre l'interruttore di blocco nel Tamron è invece posizionato lontano dagli altri controlli.

 

Autofocus:

Il 18-250mm utilizza, per la messa a fuoco automatica, un motore ipersonico progettato da Sigma, che permette una messa a fuoco silenziosa e straordinariamente rapida e precisa, anche alla massima estensione dell'obiettivo. Se l'obiettivo viene montato su una reflex Canon, l'AF è chiaramente più veloce del
Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 di II VC PZD utilizzato sulla stessa Canon. Come sempre, però, va ricordato che la velocità e la precisione di messa a fuoco dipendono da un certo numero di variabili, tra cui il corpo macchina utilizzata, il contrasto del soggetto, e i livelli di luce. Passare dal mirino ottico al Live View la storia però cambia. In quest'ultimo caso la messa a fuoco rallenta di molto (anche se la velocità esatta dipende in larga misura della fotocamera che si utilizza).



Conclusioni e considerazioni:


Il Sigma 18-250mm f/3.5-6.3 DC Macro OS HSM può sembrare a prima vista come se fosse solo un aggiornamento minore rispetto al modello precedente "non Macro", ma non è così. Le sue dimensioni notevolmente ridotte e una migliore capacità Macro sono aggiornamenti importanti che non devono essere sottovalutati. Le sue caratteristiche ottiche inoltre sono piuttosto differenti. E' decisamente più nitido alla massima focale rispetto al modello precedente. Tuttavia è piuttosto morbido ai bordi quando si scatta a tutta apertura con focale 28-80mm. L'aberrazione cromatica invece è nella media per un superzoom e la vignettatura è abbastanza contenuta. Un problema significativo è dato dalla distorsione a cuscinetto, molto accentuata nella focale 28-50mm. Accentuata anche la distorsione a barilotto a 28mm, anche se più contenuta rispetto agli altri superzoom.


Dal punto di vista operativo il Sigma è senza dubbio affidabile, la messa a fuoco automatica è molto veloce e precisa e la stabilizzazione d'immagine è efficace ed è migliore rispetto al suo predecessore. Gli interruttori per la messa a fuoco e la stabilizzazione sono grandi e facili da gestire durante le riprese. Anche il tasto di blocco dello zoom è ben posizionato.

Rispetto al Tamron 18-270mm f/3.5-6.3 di II VC PZD, suo concorrente più diretto, il Sigma è più portato per i primi piani. I due obiettivi sono fisicamente molto simili, sia per dimensioni che per design, il Tamron offre una lunghezza focale leggermente più lunga. Come costruzione ottica sono pressochè identici, il Sigma però è più veloce se montato su corpi Canon.


Secondo me, sia il Sigma che il Tamron sono adatti ai fotografi che cercano un obiettivo tuttofare limitando così il numero della propria attrezzatura fotografica e il peso, a discapito però della qualità ottica; infatti obiettivi di questo genere con una così ampia gamma focale di solito non peccano di professionalità a livello ottico. Io preferisco acquistare 3 obiettivi con più ingombro ma che garantiscono una qualità maggiore: ad esempio un 10-20mm, 24-105mm e un 100-300mm. Ovviamente se il vostro budget è limitato e per i vostri viaggi non volete trasportare chili di attrezzatura, allora entrambi gli obiettivi ve li consiglio.




Se vuoi commentare questo articolo entra nell'area forum cliccando il seguente link: Recensione Sigma 18-250mm vs Tamron 18-270mm

Recensioni correlate: Tamron 18-270mm F/3.5-6.3 Di II VC PZD (Piezo Drive) AF
Leggi anche le altre recensioni: Recensioni


Alvaro Arcaini